mercoledì 23 maggio 2007

TUTTO SU MIA MADRE


Difficile parlare di questo film senza risultare banali o ripetere le parole di qualcun altro. Ma nonostante tutte queste paure è d'obbligo provarci, in nome di tutto quello che questo film ha rappresentato per me.
Manuela, infermiera e attrice in un video di simulazione per la donazione degli organi, regala al figlio Esteban, per il suo diciassettessimo compleanno, 2 biglietti per lo spettacolo teatrale "Un tram chiamato desiderio", promettendogli che tornati a casa, gli avrebbe raccontato del padre che non aveva mai visto, neppure in foto. Dopo poco il ragazzo, in cerca dell'autografo di Huma, la protagonista della piece teatrale, viene investito e Manuala si trova a rivivere la stessa scena della simulazione, ma nel ruolo opposto. Da questo punto in poi il film cambia registro. Manuela compirà un viaggio al contrario che la riporterà a Barcellona, luogo da dove era scappata diciassette anni prima, alla ricerca del padre di Esteban, per dargli la notiziadella morte di un figlio, di cui non sapeva neppure l'esistenza. Arrivata a Barcellona non troverà l' ex marito (anche lui si chiama Esteban) ma un'amica di entrambi, Agrado, e insieme si affezioneranno alla storia di suor Rosa che aspetta un figlio proprio dell'ex marito di Manuela (che si è scoperto essere malato di Aids). Qui le cose si complicano nuovamente. A Barcellona Manuela compra due biglietti per la messa in scena a teatro di "Un tram chiamato desiderio", conosce Huma e finisce per diventare sua assistente personale. E poi il film continua con altri colpi di scena e altri piccoli intrecci, che da spiegare sarebbero lunghi e un po' complessi.
Al centro del film l'amicizia femminile, la solidarietà al femminile, la voglia di riuscire a risalire la china, di farcela a tutti i costi, una storia mai banale, capace di passare dal tragico al comico al grottesco con una semplicità che fa paura. Tutto sembra possibile ad Almodovar, e ad aiutarlo continue citazioni che preannunciano e spiegano le realtà forti che mette in scena. Almodovar ha fatto della citazione una delle marche più riconoscibili del suo stile perchè è proprio l'uso che egli fa delle sequenze tra virgolette ed essere originali. In questo film le citazioni spaziano dal cinema (All about Eve) al teatro (Un tram chiamato desiderio) alla letteratura (Truman Capote: Musica per camaleonti). La messa in scena ed i dialoghi sono volutamente forzati e sovraccarichi da tragedia barocca; e l'effetto catarchico non tarda a prodursi: il nodo irrisolto che aveva portato Manuela ad andare indietro nella sua vita e ritornare in quel posto che aveva deciso di lasciare 17 anni prima, la porta ora a superare l'odio per l'ex compagno, divenuto una donna: Lola.
Almodovar con questofim se non ha raggiunto la perfezione se ne è avvicinato parecchio. Cannes non lo premia ma vince nel 2000 l'Oscar come Miglior Film Straniero.
VOTO: 8

8 commenti:

Edo ha detto...

Adoro Almodovar, la sua capacità di miscelare colori e generi passando dalla tragedia nera al rosa della commedia al femminile con una capacità che non è da tutti. E poi non c'è nessuno che desciva l'universo femminile come lui,o almeno che ti faccia avvicinare alla sensibilità delle donne.
E che gran monologo è quello di Agrado??!

"Mi chiamano Agrado, perchè per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita più gradevole agli altri. Oltre che gradevole, sono molto autentica...guardate che corpo! Tutto fatto su misura: occhi a mandorla 80.000, naso 200, buttate all'immondizia perchè l'anno dopo me l'hanno ridotto così con un'altra bastonata, lo so che mi da personalità, però se l'avessi saputo non me lo toccavo. Continuo...tette, due, perché non sono mica un mostro, 70 ciascuna, però le ho già superammortizzate; silicone: labbra, fronte, zigomi, fianchi e culo, un litro sta sulle 100.000, perciò fate voi il conto che io l'ho già perso. Limatura della mandibola 75.000, depilazione definitiva con il laser-perchè le donne vengono dalle scimmie tanto quanto gli uomini-60.000 a seduta, dipende da quanta barba una ha, normalmente da una a quattro sedute, però, se balli il flamenco, ce ne vogliono di più! Chiaro?

Bene. Quel che stavo dicendo é che costa molto essere autentiche, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie, perché una é più autentica quanto più assomiglia all'idea che si è fatta di se stessa."

Anonimo ha detto...

Grazie x avermi fatto visita su controcinema..
Su Tutto su mia madre nn posso che sottoscrivere..
Ciao a rileggerci
Matt

rovistata ha detto...

per edo: quel monologo mentre lo rileggevo in pratica lo recitavo..conosco tutte le inflessioni della voce di agrado mentre lo recita..l'ho visto così tante volte quel film che l'ho imparato a memoria, e poi la sceneggiatura mi ha aiutato a ricordare meglio le battute..(che dici sa già di sentita questa?

rovistata ha detto...

per mattia: il tuo blog mi è piaciuto tanto, l'ho sfogliato con interesse, anzi lo aggiungerò tra i preferiti se per te non ci sono problemi.

Anonimo ha detto...

Grazie davvero per avermi linkato..naturalmente ricambierò..

FiliÞþØ ha detto...

mi sono permesso di linkare un tuo post su una mia recensione...spero non ti dia fastidio...

Ciao

rovistata ha detto...

e perchè dovrebbe darmi fastidio...assolutamente no..
ciao

domenico ha detto...

il capolavoro aldomovariano assieme a "parla con lei"