venerdì 15 giugno 2007

OCEAN'S THIRTEEN

La trama è molto semplice e lineare. Inizia con uno sgarro ai danni del “padrino” di Ocean e compagni, Ruben, in seguito al quale ha un attacco di cuore e viene ricoverato d’urgenza. Compito della banda, allargata nel numero, è di vendicare l'amico. L’uomo da sconfiggere è Bank, un Pacino ispirato e con una parrucca da far rabbrividire tutti i parrucchieri di Los Angeles per la sua chioma (dal colore indefinito). Questa volta l’obiettivo è far fallire il casinò di Pacino, svuotando le sue casse. Ad aiutarli nell’impresa il nemico di vecchia data Terry Benedict, Andy Garcia, che finanzierà l’impresa sganciando ben 36000 dollari. Poi ancora colpi di scena su colpi di scena ma è meglio scoprirlo vedendo il film.
Terzo episodio della ormai collaudatissima saga. La prima parte del film appare un po’ macchinosa nelle spiegazioni precise del modo in cui sbancare Pacino, la seconda però, quella in cui il piano viene messo in atto, è tutta un riso e un susseguirsi di gag e colpi d’azione, vera anima del film. Parlare del cast è abbastanza scontato visto che ormai è la terza volta che collaborano. Ma l’elemento che spicca su tutti è la regia. E’ forse maggiormente in questo capitolo che Soderbergh mette a segno i suoi colpi migliori. La regia è tutto fuorché invisibile, la mano del maestro appare chiara sin dalle prime scene. Le inquadrature dal basso verso l’alto, le riprese con la mdp a spalla per seguire i personaggi sono tutti segni di una regia d’autore. Alcuna scene, poi, meritano una citazione a parte; una per tutte quelle in cui Danny e Rusty spiegano il colpo al socio, immortalati dalla mano del regista che ne filtra le figure attraverso il vetro di una finestra, oscurando tutto ciò che li circonda. Una regia che gioca, come d’altronde negli altri capitoli della trilogia, ad essere un po’ colta e allo stesso tempo un pò pop, leggera e pacchiana, piena di piccole trovate sceniche godibilissime.
In definitiva un film riuscitissimo, ricco di citazioni cinefile sparse qui e là (da antologia quella de “Il Padrino”), più bello del secondo anche se non all’altezza del primo.
P.S. Ma voi avete capito di che colore erano i capelli di Al Pacino?

VOTO: 7


4 commenti:

domenico ha detto...

Soderbergh maestro??
E allora Kubrick è un gradino sopra dio...
a parte scherzi Steven è un regista tecnicamente valido, ma allora a questo punto Spielberg sarebbe dio in persona (e io non amo spielberg)
detto sinceramente in quanto a tecnica the good german era migliore di questo, i contenuti sempre inesistenti
anche traffic è un capolavoro di fotografia e tutto quello che vuoi, ma almeno ha qualche contenuto, ciò nonostante non supera il 7, voto massimo che io possa mai dare a steven (sempre che in futuro non mi sorprenda)
insomma soderbergh e il suo cinema non fanno proprio per me
a questo punto meglio spielberg (e io sono l'ultimo suo sostenitore su questo pianeta), che con "prova a prendermi" supera abbondantemente un qualsiasi film di soderbergh
dome

rovistata ha detto...

ma per me sei troppo categorico. soderbergh è uno sborone, che mette se stesso e la sua regia anche davanti agli attori che dirige e alla storia stessa. in fondo questo film sensa soderbergh non sarebbe lo stesso. ma per quanto tronfio, io credo che possa cmq permettersolo. è un "tecnico-artigiano" della mdp, è bene che faccia cio che sa fare.

Sergio Montis ha detto...

Bellissima: " I ricordi sono il carburante per il presente" hai proprio ragione. e poi.... perchè vuoi una nuova vita? sai quante volte l'ho desiderata anch'io??
A volte, però, facciamo ben poco per cambiarla.

Complimenti per il tuo blog, verro' spesso a trovarti ed a leggere le tu interessantissime recensioni. Grazie per essere passata da me e per il bel commento che mi hai lasciato,
Ciao a grazie ancora.

rovistata ha detto...

grazie per i complimenti...sono contenta che ti piaccia il mio blog...anche io vengo spesso sul tuo blog...è interesssantissimo e poi ci sono foto stupende.